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VHR CD NEWS - lunedi 29 giugno 2009
THE CAMP HOURS 'wise as a tree'
nuovo CD - fuori ora!!!
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| THE CAMP HOURS wise as a tree CD www.myspace.com/thecamphours |
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| GREEN ARROWS the earth CD www.myspace.com/greenarrowspace |
Finalmente pronto il nuovo album dei GREEN ARROWS. il salto di maturità e qualità è netto sin dal primo ascolto! Il gruppo dimostra di aver raggiunto una grossa maturità compositiva, con testi a sfondo sociale ed altri più personali, in linea con il genere proposto. Musicalmente molto più potenti, diretti e ben amalgamati, risultano ora decisamente compatti e privi di inutili fronzoli, pronti a sbattervi in faccia il loro mondo in maniera cruenta. sono 10 brani di brutale trash-death-core sulla scia di Soulfly, Biohazard & co. in arrivo come un montante sinistro... |
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| BAD BLOOD worn out CD i Bad Blood sono una giovanissima formazione di appena ventenni, frutto della sinergia di tre ragazzi legati al desiderio di esprimere la propria apertura mentale e coesione, trasformando in energia musicale la routine comune in qualcosa di intenso e profondo.Le canzoni che compongono il loro primo album 'Worn Out' sono frutto di riflessioni e passioni all'interno di un garage trasformate in suoni ruvidi e sporchi senza troppi arrangiamenti e melodie. Tra gli 11 pezzi che compongono egregiamente l'album possiamo trovare influenze punk grunge che vanno dai Mudhoney ai Weezer fino al post rock di Sonic Youth e Queens of the Stone Age passando per il garage HC punk mid tempo più selvaggio di vecchia scuola anni '80 che ne fà da traccia conduttrice. L'album vola via che è un piacere e sicuramente vi chiederà un bis immediato e ancora migliore. cercateli su myspace/badbloodindie. avanti a tutta! ottimo esordio! |
IMODIUM drive CD Dieci anni (o giù di lì) e non sentirli… Così potremmo sintetizzare il giudizio su una band che, alla soglia della decade di vita, non stanca ed anzi si esalta grazie all’esperienza ed alla maturità acquisita. Tra (Punk) Rock e Grunge, passando per l’HC della vecchia scuola, mescolando suoni spesso eterogenei ma comunque sempre potenti, i Milanesi ci offrono un terzo album fatto da 11 brani abbastanza brevi per il genere (si toccano appena i trenta minuti), ma tutti all’altezza. Le influenze maggiori sono, a mio parere, da suddividere più o meno equamente tra Snapcase, Angeli e Soundgarden, ma vi dico subito che non ci si ferma qua, trattandosi di un disco decisamente complesso, che richiederà svariati ascolti per colpire ed affondare. Tra i brani migliori, cito senza dubbio "Umarldym Dla", “Crash Drive” e la conclusiva “Runaway”. Da segnalare una distribuzione che spero riesca a dare ai nostri la visibilità che meritano! Riki (Flash) Signorini |
MARZIO BERTOTTI (Declino/Indigesti) il furore della vita insolente CD Marzio Bertotti, meglio conosciuto come Mungo, è stato una colonna portante della scena hardcore torinese degli anni '80. Chitarrista dei mitici (e indimenticabili) Declino, ovvero una tra le più interessanti e originali band del nostro paese, dopo lo scioglimento della band ha viaggiato senza sosta, vivendo negli States, in Olanda e in Africa. Dopo diversi anni, Rudy, cantante degli Indigesti, gli propose di ritornare a suonare registrando così un nuovo album (In Disparte) come Indigesti. Il risultato fu eccezionale, anche se Mungo non prendeva da tempo uno strumento in mano. Altro centro è stato anche il suo esordio come scrittore, con il primo romanzo In Un Unico Buio (Angolo Manzoni Editore). Ora è qui, con un nuovo progetto che con l'hardcore (se inteso solo come musica) ha niente a che vedere. Questo è un album in prevalenza acustico pieno di poesia e di ballate rock. Prendere o lasciare! |
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| ANTEFATTI agisci CD La tradizione pop-punk italica già abbondantemente rimarcata da band quali Pornoriviste, Peter Punk o Moravagine, è ben radicata in questo trio di Terni che nel suo album dipana i classici stereotipi del punk giovanile come "tv spazzatura" e "sabato alcolico", che gridano in maniera spensierata gioie e dolori post-adolescenziali con uno stile forse non molto originale, ma sempre vincente. "Agisci" è un concentrato di undici tracce veloci ed energiche, ritornelli orecchiabili che fanno presa sulle nuove generazioni, quelle narrate nel brano "generazione del futuro". "Agisci" è un disco che raggiunge subito il suo scopo, quello di divertire con sonorità pop-punk ma anche di raccontare in maniera divertente le esperienze personali della band. Emerge una voglia di riscatto dal brano "Dimostrerò", una voglia di raggiungere il grande pubblico e di calcare con il proprio nome la scena italiana. http://www.kdcobain.it |
ESPIT |
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| MILVAINS gemini CD Il monicker (i Melvins devono aver rivestito un ruolo importante nella storia di questo gruppo laziale) farebbe pensare ad una band oltremodo devota all’indimenticato Seattle sound, ma in realtà non c’è solo il grunge (nella sua variante maggiormente ruvida e vicina all’universo punk) nel sound dei Milvains. Liriche caustiche in linguamadre, il cantato rabbioso e scandito di Stefano e le tipiche accelerazioni ritmiche riportano, infatti, pure la mente alla stagione migliore dell’hardcore italiano, e non stupisce più di tanto che sia la Vacation House di Rudy Medea, uno che quell’epoca l’ha vissuta in prima persona, a patrocinare questo “Gemini”. I punti di forza risiedono proprio in un viscerale tessuto musicale fuso con un sufficientemente calibrato e dirompente apparato vocale e personalmente preferisco i Milvains quando danno libero sfogo a queste caratteristiche con discreta personalità, come avviene in “Gemini”, “Luna negli occhi”, “Non dico mai che”, “La spirale verso il basso” o nell’egregia “Impossibile”, mentre altrove, nonostante la grinta, la passione e l’entusiasmo, sempre costanti, un atteggiamento un po’ ingenuo e didascalico s’impadronisce delle loro composizioni, raggiungendo il proprio apice in “Sarà sempre peggio”, davvero troppo Nirvaniana nel suo incedere. I Milvains superano l’esame dell’esordio discografico con una sufficienza piena, colpiscono con vigore e credibilità “intellettuale”, e se sapranno aggiungere all’energia anche una superiore spregiudicatezza, allontanandosi da certi schemi fortemente caratterizzati, potranno puntare senza problemi a traguardi ancor più soddisfacenti. http://www.eutk.net |
NO-KODE differences CD Ottima prova per i No-Kode. Registrazione ottima, capacità strumentale sopra la media. E una manciata di canzoni che catturano, oserei dire quasi easy listening, nonostante la voce death che spunta qua e là. Aspetto scanzonato, testi sulla stessa scia. Il cd, in vendita nei negozi, si presenta veramente bene, e come accennato prima, per come suona può essere adatto anche a chi di solito ascolta roba più leggera. La musica proposta è un mix tra crossover di matrice korniana e qualcosa del metalcore più melodico e ricercato che proviene dagli states. Ottima la prova di Matteo nelle parti pulite, soprattutto in “White Rising”, la mia favorita. Crossover dicevo, al passo coi tempi e personale quanto basta. Fa piacere sentire l’evoluzione che il gruppo ha fatto rispetto al passato, un’evoluzione che li ha portati ad uno stile maggiormente personale e ricercato. L’inserimento di campionamenti e voci varie ha la funzione di rendere l’ascolto variegato e vivo. “The Game Of Love” mi ricorda nell’uso della voce alcuni passaggi di Patton (periodo Faith No More), e musicalmente i White Trash (chi se li ricorda i newyorkesi multicolorati?). Andando a cercare il pelo nell’uovo, avrei voluto sentire più incisività in alcuni passaggi, esempio nei ritornelli che spesso non raggiungono l’apice dopo una strofa/passaggio che lo reclama a gran voce, e meno passaggi che, se da un lato fanno molto metal, dall’altro appiattiscono in parte quanto fatto prima e poi, ma questi sono vezzi e gusti personali. http://www.suonicalive.it |
PLETYPUS bloody mary CD Quando sai suonare e ti fai un po’ di gavetta, arrivi quasi sempre a ottimi risultati. E’ il caso dei Pletypus, progetto musicale nato nel veronese alla fine degli anni 90 e autori di questo diretto “Bloody mary”. Sonorità dure, ritmiche serrate, testi taglienti e molta energia, sono le prime cose che saltano all’occhio (o all’orecchio) al primo ascolto di questo lavoro ottimamente prodotto. La prima sberla è Secret Soul, brano punk molto tirato, che chiarisce subito le idee all’ascoltatore : “Stop talking/Scream more loud/jump around me/break you down…” ci fanno capire che non c’è posto per le sonorità da ragazzine. L’attitudine punk si fa più rock n’roll : “My cat is a bad singer” (divertente il testo) e “Bloody mary”, canzone che da il titolo al disco, alternano le chitarre violente e le ritmiche veloci a suoni più swingati, che a tratti ricordano gli Shandon e che coinvolgono parecchio l’ascoltatore. Si inzia a ballare davvero e la sezione ritmica si fa sentire: lo slappato di basso che introduce “A gost in my bad” è ben supportato dalla batteria di Pako e da tutti gli altri musicisti, che tirano fuori uno dei pezzi migliori del disco. Le ritmiche e le chitarre punk rock tornano prepotentemente in scena in “Harry the bollodshot”, prima che l’ insolita sveglia mattiniera di “06.00 am, wake up!” ci ributti nelle sonorità rock n’ roll, che sembrano piacere tanto al quartetto e che sconfinano di qua e di la, ora nello swing, ora nello ska core. Non ci sono molte pause e il lavoro scorre via in fretta. “When I drink I’m deep inside” segue il filone tenuto fin’ora, così come “Under the train” che, dopo un bel inizio stoppato, cade un po’ nella banalità di un qualunque pezzo punk. Meglio sicuramente “Keep on rockin”, che introduce lo ska core ritmato e coinvolgente di “Elvis is alive”, senza dubbio il brano migliore di tutto il lavoro: testo geniale, riff di batteria davvero notevoli, voce aggressiva e chitarre di impatto, si mischiano in un’ottima song, che dura più di tre minuti e che non si può fare a meno di riascoltare. “Stuck in the middle with you” (Stealers Wheel), insieme all’ironia dei rutti e delle grida finali, è una buona scelta per chiudere un lavoro più che positivo. La band è forte, il sound che ne viene fuori è senza dubbio di ottima fattura e un’ultima nota di merito è per la grafica del cd: macchie di sangue molto pulp e simboli traditional come i dadi e il flut, danno quel tocco punk & rockabilly, che ben riassume lo spirito dei quattro ragazzi. http://www.punkadeka.it |
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| CYBERPORK 100 wasted falls CD Non male davvero questo album dei marchigiani Cyberpork. Nulla di tecnologico o demenziale come ci si potrebbe attendere dal nome, ma un solido punk rock, spinto e sanguigno. Punk non significa per forza faciloneria nel suonare e questi ragazzi l’han capito (e sono fra i pochi… NdA). Suoni ben calibrati, precisione nell’esecuzione ed una buona intonazione vocale, capace di trovare le giuste melodie per sottrarre dall’oblio i ritornelli. Fra le corde del combo, arrivato a superare i 10 anni di attività, Pennywise, Lagwagon, i nostrani Forthy Winks, depauperati del lavoro melodico delle chitarre a favore di un maggiore impatto ritmico, decisamente hardcore. Gli stilemi del genere ci sono tutti, risultando molto in linea con tante altre produzioni ascoltate. La bellissima “Time For The Cure” è sicuramente una spanna al di sopra delle altre canzoni, così come “By My Side”, “Hi Life/Wasting Time” ed il brano d’apertura “General Insatisfaction”. L’itero album, costituito da nove tracce, si muove con leggerezza con una certa facilità d’ascolto (che però non significa banalità). I brani hanno un ampio sviluppo, con ritornelli e strutture non scontate, cosa che contribuisce a lenire la sensazione di brevità conferita dagli appena 24 minuti di durata complessiva dal lavoro. http://www.disintegration.it |
ANARCOTICI |
OGINOKNAUS oginoknaus CD E’ proprio bella la costanza. Sia nei panni del musicista, sia nei panni dell’ascoltatore. Il primo crede caparbiamente nelle sua capacità, nelle sue conoscenze e nella musica che ama. Mentre il secondo deve analizzare minuziosamente cosa riesce a trasmettere, in questo caso, un semplice pezzo di plastica dalle rotonde sembianze meglio conosciuto come compact disc. Al primo ascolto gli Oginoknaus non mi avevano fatto gridare al miracolo, ma con il ripetersi degli ascolti, nuovi orizzonti si sono varcati ai miei occhi. La splendida copertina ti invita ad immaginare paesaggi silenziosi ma inquietanti, infiniti ma allo stesso tempo prossimi alla fine. Si sta in bilico su di una fune sospesa in alto, ed è questa la spettacolare sensazione che mi pervade col susseguirsi delle canzoni. Di matrice indierock a tratti elettrica ma soave, a tratti noise ma ricca di melodia, la musica del combo marchigiano merita l’attenzione di voi tutti. L’iniziale “Morning Coffee + Table” ci trascina nel loro mondo fatto di schitarrate, voci ipnotiche e percussioni martellanti. Eccellente il duo composto rispettivamente da “Diy – part I” e “Diy – part II”. La prima parte noise-oriented fa da intro alla seconda con il suo crescendo degno del miglior John Garcia! Altri brani degni di nota sono “Trompe La Mort”, “Kirby” (gran titolo) e “London Is Mine”, ma ad esser sincero non mi sento in vena di dover per forza consigliarne uno in particolare. Il debut degli Oginoknaus va assaporato nella sua interezza per non spezzare quel flebile filo conduttore che unisce le undici tracce in esso contenute. (Gino Chiarizia) http://www.disintegration.it |
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